I love Cheerleading!

Cheerleading !!!

Il Cheerleading è una danza acrobatica, le cui coreografie combinano elementi di ginnastica , danza e stunt.  E’ uno degli sport più praticati tra le collegiali degli USA. E’ una forma di competizione quando si partecipa alle specifiche gare tra cheerleaders o un incoraggiamento coreografico quando si balla in corrispondenza di competizioni sportive. Le prime manifestazioni di cheerleading cominciarono ad apparire spontaneamente negli Stati Uniti negli ultimi periodi del 1880, quando durante alcune partite, il pubblico cantava insieme per incitare la propria squadra.

Nacque come attività prettamente maschile, ma dal 1923 nelle squadre di cheerleading cominciarono ad entrare anche le donne. Al giorno d’oggi si è calcolato che il 97% dei cheerleaders siano di sesso femminile.

Negli anni 80′ le uniformi delle cheerleaders divennero estremamente più succinte e alle coreografie sempre più elaborate, si aggiunsero passi di ginnastica e acrobazie da stuntman.

Dal 1997 dopo varie trasmissioni televisive sulle gare di cheerleading e l’uscita di numerosi film sull’argomento, il cheerleading è diventato popolare anche al di fuori degli Stati Uniti. Attualmente tale sport è praticato in tutto il mondo con milioni di partecipanti.

http://www.dabeat.it/cheerdance.html http://it.wikipedia.org/wiki/Cheerleading

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Danze popolari famose: il flamenco

  Le danza che continua a rendere famosa la Spagna in tutto il mondo è senz’altro il flamenco, un mix tra danza e canto che ha origine dalla tradizioni Gitane dell’Andalusia, zona a sud della Spagna; venne introdotta nel 1800 come danza di intrattenimento nei caffè di lusso. Particolarità del flamenco sono i chiodi inseriti nel tacco delle scarpe, e il tipico alzare i lembi dei vestiti da parte delle danzatrici durante l’esibizione. Spesso si fa uso anche di ulteriori oggetti che servono alla gestualità delle braccia quali il ventaglio e le famose nacchere che vanno a marcare il tempo , la chitarra accompagna la danza .

  • Si tratta di un ballo affascinante e travolgente, ma certo non facile da eseguire, che richiede conoscenza e abilità, oltreché prestanza fisica.
  • 1. i piedi rappresentano un vero e proprio strumento, capace di scandire il ritmo del ballo.
  • 2. le braccia compiano movimenti e gesti eleganti in forte contrasto con i passi delle gambe frenetici e complessi.
  • 3. importante ruolo ha l’improvvisazione e la complicità tra danzatori e musicisti
  • 4. l’alternanza di movimenti sincronizzati con il tempo della musica e di passi in cui il ritmo è seguito in modo individuale e personale.

Un grandissimo artista conosciuto a livello mondiale è il ballerino Joaquin Cortès che con il suo spirito gitano è riuscito a conquistare il grande pubblico mescolando danza spagnola, jazz e salsa. https://www.youtube.com/watch?v=xH2oG80i-Ic Dietro a passi di danza del Flamenco si celano un’antica tradizione, una grande storia, un forte sentimento. Fonti : http://www.guidaconsumatore.com/ballo_danza/danza-spagnola.html http://www.guidaspagna.net/tradizioni/cultura/balli-tipici-spagnoli.htm

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Danza orientale

La danza orientale è una danza originaria del Medio-Oriente e dei paesi arabi, eseguita soprattutto dalle donne, è considerata come una delle più antiche danze del mondo.    La danza orientale non nasce per essere uno spettacolo che allieta gli uomini, bensì come una danza delle donne per le donne che si ricollega ad antichi culti religiosi legati alla madre terra che propiziavano e celebravano la fertilità nelle antiche società matriarcali della Mesopotamia. Si narra che essa venisse danzata in cerchio intorno alla partoriente dalle altre donne che, in questo modo, partecipavano simbolicamente alla messa alla luce del nascituro, o ancora che fosse utilizzata durante le festività agricole per propiziare un buon raccolto.  La sua natura veniva associata dunque ad una femminilità-fertilità e non vissuta esclusivamente come sensualità.

La pratica della Danza Orientale è giunta in Europa e in America grazie ai cabaret degli anni trenta e quaranta , è da questo periodo che questa danza è diventata famosa in tutto il mondo

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Fonti:

Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Danza_orientale http://www.benessere.com/psicologia/arg00/benefici_danza.htm

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Danza e ballo: i benefici per la salute

Risultati immagini per ballo di coppia

Il ballo non è solo divertente: è una forma di ginnastica che fa anche bene e aiuta a dimagrire. Scegli il ballo più adatto ai tuoi gusti ed esigenze fisiche…

Perdere peso, migliorare le forme del corpo e la postura, rafforzare leossa, diminuire la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo, ridurre lo stress. Non c’è bisogno di passare la vita a faticare in palestra, per avere questi benefici: basta dedicarsi al ballo.

Che tipo di ballo?

Se lo si vuole praticare regolarmente, conviene iscriversi ad una scuola di ballo. Ce ne sono ovunque, di tutti i tipi e per tutte le età: dall’hip-hop, per i più giovani, al ballo liscio, per i più anziani. Ma ecco come sono state classificate le varie danze di coppia, nell’ambito della “danza sportiva”, quella disciplina che ha fatto del ballo una vera e propria attività agonistica:

  • standard (valzer inglese, tango, valzer viennese, slowfox, quick step);
  • latino-americane (samba, cha cha cha, rumba, paso doble, jive);
  • caraibiche (salsa, mambo, merengue, bachata, rueda);
  • argentine (tango, vals, milonga);
  • hustle (disco fox/disco swing);
  • sala (valzer lento, tango, foxtrot);
  • liscio (mazurka, valzer, polka).Il ballo è in grado di portare grossi benefici, se la pratica è regolare. Eccoli in sintesi:
  • I benefici
  • aumenta la forza, la resistenza fisica, l’equilibrio e la flessibilità del corpo;
  • aiuta a ridurre il peso corporeo e ad acquistare fiducia in se stessi;
  • aiuta a coordinare maggiormente l’azione tra mente e corpo;
  • migliora il sistema cardiovascolare, grazie al movimento;
  • aiuta a prevenire e contrastare l’osteoporosi;
  • aumenta i livelli di endorfina, provocando quel senso di euforia che è il migliore antidodo contro lo stress;
  • migliorando la postura, rende le persone di aspetto più alto e snello, oltre che più elegante;
  • aiuta a concentrarsi sull’attività fisica e tenere lontani i problemi;
  • permette di godere dei benefici di una vita sociale più ricca;
  • consente di entrare in contatto con gente di diversa estrazione e cultura e acquisire una mentalità più aperta.
  • Insomma, ballare è una delle soluzioni migliori per mantenersi in salute, combattere l’invecchiamento precoce e divertirsi in compagnia.

Fonti : http://www.intrage.it/SaluteEPrevenzione/danza_e_ballo_benefici_per_la_salute

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Il ballo (o la danza) nella poesia italiana decadente e simbolista

Il ballo e la danza ricorrono spesso nelle poesie dei simbolisti e dei decadenti; per ciò che riguarda la simbologia, ogni tipo di danza ha la sua: per esempio un ballo settecentesco come il minuetto è riferito alla nobiltà, all’eleganza ed alla galanteria che, nel caso della poesia crepuscolare, si collega anche ad un rimpianto del passato; la danza del ventre ha ovviamente a che fare con l’erotismo se non con la lussuria, in questa categoria è spesso presente una figura biblica quantomai detrminante e affascinante: Salomè; il valtzer ha a che vedere con la passione e l’amore con conseguente riferimento ai tempi (anch’essi rimpianti) del romanticismo. Non mancano le cosiddette “danze macabre” i cui protagonisti sono gli scheletri ed altre forme che si rifanno all’orrido e al terrificante, settore in cui primeggiano le poesie di Graf e di Rubino. Parlando poi più in generale, bisognerebbe aggiungere che la danza spesso e volentieri si ricollega ad un istinto primitivo dell’uomo, il quale si manifesta col movimento sincronizzato con l’ascolto di una musica o di un rumore ritmico, e che esterna sensazioni di allegria o euforia.

Poesie sull’argomento

Mario Adobati: “Il ballo in nero” e “Partenza per il ballo” in “I cipressi e le sorgenti” (1919).

Diego Angeli: “La festa” in “La città di Vita” (1896).

Massimo Bontempelli: “Danza allo specchio” in «La Brigata», ottobre-novembre 1916.

Paolo Buzzi: “Festa da ballo” in “Bel canto” (1916).

Enrico Cavacchioli: “Danza macabra” in “L’Incubo Velato” (1906).

Enrico Cavacchioli: “Danza del ventre” in “Le ranocchie turchine” (1909).

Luigi Donati. “La danza tormentosa” in “Poesia di passione” (1928).

Arturo Graf: “Le Danzanti” e “La danza dello scheletro” in “Le Danaidi” (1905).

Gian Pietro Lucini: “La danza d’amore” in “Cronaca d’Arte”, gennaio 1897.

Gian Pietro Lucini: “La collana” in “Poesia”, marzo 1908.

Gian Pietro Lucini: “La danza sacra” in “Poesia”, aprile 1908.

Gian Pietro Lucini: “La pifferata”, “La danza d’amore”, “La furlana”, “La danza del ventre” in “Le antitesi e le perversità” (1971).

Olindo Malagodi: “La eterna danza” in “Poesie vecchie e nuove (1890-1915)” (1928).

Nicola Marchese: “Minuetto” in “Le Liriche” (1911).

Tito Marrone: “La danza di Fauno” in “Liriche” (1904).

Ettore Moschino: “Salomè” in “I Lauri” (1908).

Aldo Palazzeschi: “Gavotta di Kirò” in “Lanterna” (1907).

Guido Ruberti: “La danza” in “Le fiaccole” (1905).

Antonio Rubino: “Danza delle mani amputate” in “Versi e disegni” (1911).

Federigo Tozzi: “Ecco la danza delle nudi estati” in “La zampogna verde” (1911).

Mario Venditti, “La danza senza perché” in “Il cuore al trapezio” (1921).

Testi

LA DANZA D’AMORE

di Gian Pietro Lucini

Sotto ai miti splendori

delle notti serene

sorgono, coll’incanto, le Sirene

brune a comporre le strofe ed i cori.

Van pel calmo giardino

che la rugiada bagna,

da che la viola ride e trilla il ribechino.

Io lo so, sotto le piante odorose

stanno i molli giacigli, stanno i grati refugi;

io lo so, che tra i gigli e le rose

ride propizio il Nume.

Or voi le udite, queste mie note,

cantano d’amore, cantano.

La Dama e il Cavaliere vanno lontano,

sotto alla volta verde dei laureti.

– «Respiriamo, Signora,.» –

li aromati capziosi e inebrianti,

che da i calici i fiori, come bracieri di giada,

inalzano, Signora:

inebriamoci del vino

dolce che spreme la bionda Citerea

dalle turgide grappe raccolte nella vigna del piacere;

inebriamoci, Signora

La Dama e il Cavalier vanno lontano,

lontan’ sotto alla volta verde dei laureti.

Or voi le udite queste mie note,

cantano d’amore, cantano.

– «Oh perché mai, Signora,» –

l’occhi miei s’affisano nei vostri;

oh perché mai Signora,

freme la vostra mano nella mia?

Guardate, noi sempre danzeremo,

così, fino all’aurora;

e domani e dopo e poi?

Non credete al futuro; non temetelo mai.

Siete stanca Signora?

Or voi le udite, queste mie note

son domande d’amanti.

– «Che importa? Non fuggono i vostri occhi i miei imploranti.» –

Lasciatevi guardar bella e sincera. Temete?

Di che temete? Nel giardin’ delle fate viaggiamo;

senti, bambina, non è questa la vita?

Viaggiam, viaggiam lontano

per la terra del sogno,

per le regioni immense, arcane, eterne dell’irreale.

Non è un sogno la vita? Ed è un inganno il sogno?

Sì: ma se noi, bambina, non ci destassimo mai?

Or voi le udite, queste mie note;

son baci le note.

La Dama e il Cavalier vanno lontano,

lontan’ sotto alla volta verde dei laureti:

e nei miti splendori

delle notti serene

la danza e il ritmo sperdonsi sonori,

sulle rose,

amorose,

sbocciate nei cespugli e appassite tra i seni

candidi e sodi:

La mia nota si muore.

(Da “Le Antitesi e le Perversità”)

Fonte: http://leonbizz66.blogspot.it/2012/05/il-ballo-o-la-danza-nella-poesia.html

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Danza e arte pittorica

«Mi chiamano il pittore delle ballerine», disse una volta Edgar Degas al gallerista Ambroise Vollard. «Non capiscono che per me la ballerina é un pretesto per rappresentare il movimento». Mentre i suoi amici impressionisti volevano rappresentare l’atmosfera e la luce, Degas voleva riuscire a cogliere la vitalitá del corpo umano in moto. «Degas and the Ballet», una nuova grande mostra alla Royal Academy di Londra, esplora il soggetto che ha reso celebre l’artista ma punta a capovolgere preconcetti e luoghi comuni. di Nicol Degli Innocenti

La ballerina del 1841 La popolare immagine di Degas come pittore facile di belle ballerine è non solo riduttiva, ma assolutamente errata, secondo Ann Dumas e Richard Kendall, i due condirettori della mostra. «Degas era un innovatore, un artista radicale e risqué, paragonabile a Damien Hirst oggi», affermano. Difficile ora immaginare lo sconcerto provocato nel 1881 dalla sua celebre scultura della Ballerina di 14 anni: corpo di cera color carne, capelli veri legati da un nastro, tutú di stoffa e scarpette di raso. Un realismo che molti critici trovarono eccessivo e repellente. di Nicol Degli Innocenti

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-09-14/degas-pittore-metteva-scena-121936.shtml?uuid=AaDvUK4D

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Tutti ballano il Charleston

Erano i “ruggenti anni venti”, l’era del Jazz e del Charleston, un’epoca straordinaria, immortalata da musical, da film, da romanzi indimenticabili di scrittori famosi come Francis Scott Fitzgerald. Fu in quel periodo che nacque la moda delle cosiddette flapper-girls, fatta di vistose calze a rete, di lunghe collane di perle, di abiti corti fatti di tulle e pizzi, con frange, impreziositi da lustrini e paillettes. Il tutto al ritmo frenetico di una musica allegra e coinvolgente.

Lo stile Anni Venti attraversa vari decenni. Poi viene messo da parte, sostituito da altri balli, da altre mode. Ma la fama del Charleston si affievolì soltanto, per poi tornare alla ribalta in toni diversi. Ancora oggi è conosciuto un po’ ovunque nel mondo. E’ decisamente presente in concorsi di ballo, in spettacoli e in serate a tema. Ma il divertimento non è solo di chi assiste a questo genere di esibizioni. Ancora oggi c’è chi si fa coinvolgere dal ritmo del Charleston, anche se oggi si balla con uno stile diverso, magari in jeans e maglietta, ma con la vivacità di sempre e con la gioia di ballare insieme agli altri, anche senza distinzione di età.

Fonti:

http://www.ncp-graglia.it/ballo/_pages/standard_charleston_3.htm#anchor

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